
Arriviamo a Kunming in treno intorno alle 8 di sera. E’ buio ma c’è molta gente quindi ci muoviamo tranquilli. In stazione c’è direttamente il passaggio per la metropolitana. Kunming è la capitale dello Yunnan, una città moderna con oltre 6 milioni di abitanti, 6 linee di metropolitana e una rete di autobus molto estesa. Sta circa 2000 metri di altitudine e il suo clima è piacevolmente primaverile.
Dobbiamo prendere due linee di metro per arrivare all’hotel. Ci sono le biglietterie automatiche (che scopriamo essere uguali in TUTTA la Cina), selezioniamo la destinazione e quando tentiamo di pagare con Alipay o Wechat la transazione viene rifiutata! Tentiamo in tutti i modi, anche rifacendo l’autenticazione con WeChat, ma nulla. Abbiamo dei contanti, ma il taglio sembra non essere accettato.
Vedendoci in difficoltà (per non dire panico) una sorvegliante in divisa ci avvicina. Non parla inglese ma riusciamo a farci capire mostrandole i tentativi di pagamento sul telefono. Lei stessa fa dei tentativi col nostro telefono ma alla fine, visto che non funziona, usa il suo e ci paga i biglietti (6 Yuan, circa 70 centesimi di euro) senza voler essere ripagata in contanti! La ringraziamo e prendiamo finalmente la metro.
Solo dopo scopriremo, come riportato da altri viaggiatori in Internet, che solo a Kunming, la sola metropolitana non accetta pagamenti collegati a carte di credito internazionali (mentre tutti gli altri a Kunming – bus inclusi – la accettano): useremo quindi solo contanti per la metro, scoprendo che il problema avuto inizialmente coi contanti dipendeva banalmente dalla banconota rovinata.. evidentemente in quel momento c’era una congiunzione astrale negativa!
Arriviamo in albergo (esausti) senza altri incidenti. E’ un tipico ostello: ambiente caldo, giovane, essenziale, molto spartano, ma ci va bene lo stesso anche perché è in pieno centro.
Il giorno dopo, ottima colazione (occidentale) in albergo, per poi andare a visitare il parco del lago verde (Cuihu Park). E’ un’oasi centrale, a due passi dall’ostello, famosa per i suoi scenari pittoreschi, i ponti di legno, i padiglioni tradizionali ed il lago con i fiori di loto.
All’ingresso non capiamo il significato di una decorazione in plastica con fiori e animali improbabili (pavoni giganti…) nonostante ci siano una quantità impressionante di fiori reali e bellissimi.
Il parco è frequentatissimo: oltre alle tante famiglie, persone impegnate in esercizi di Tai-Chi, e ragazze intente a posare per un servizio fotografico in costume tradizionale, in mezzo al laghetto dei fiori di loto, in pose impossibili (vedi la suonatrice di tamburo nell’acqua…)
Oggi è sabato, quindi probabilmente c’è più gente. Le strade circostanti sono incredibilmente silenziose (auto e scooter in maggioranza elettrici).
Ci dirigiamo verso il tempio maggiore della città: Yuantong Temple, un tempio buddista costruito intorno all’ VIII secolo e rimaneggiato in epoche successive (nel 1465, e nel 1686).
Il tempio è composto, anche qui, da vari edifici in successione, circondati da porticati. Troviamo tantissime persone (non turisti) impegnate in vari rituali religiosi: preghiere con gran profusione di incenso nei vari tempietti, ma anche trascrizione di preghiere su cartoncini (ad opera di volontari amanuensi!) affinché possano essere esposte al vento che le farà arrivare fino in cielo (pratica tipica del buddismo tibetano).
Successivamente scopriamo che è la festa del Zhongyuan (taoista) o Ullambana (buddista), ovvero la festa dei fantasmi o degli “spiriti affamati”. E’ una ricorrenza in cui nei templi si bruciano offerte e si imbandiscono tavolate per gli spiriti sconosciuti. Così incontriamo incensieri, banchetti per scrivere preghiere, templi con devoti buddisti intenti a pregare, e un capannone adibito a mensa, dove pare che si possa mangiare gratuitamente. Noi ci asteniamo per rispetto.
Di fronte a una cappella, notiamo due statue di draghi di marmo bianco (guardiani), venerati come se fossero taumaturgici. Diverse donne toccano le statue e si toccano il punto corrispondente come per trasferire energia o un qualche influsso benefico.
Usciamo dal tempio e, dopo una pausa pranzo, ci spostiamo con la metropolitana al Xishan Forest Park (western hill) un parco situato alla periferia di Kunming famoso per un percorso panoramico e scenico.
Quando si arriva sul posto, è tutto superorganizzato. Sembra che il percorso sia lungo e difficile, ma come al solito i cinesi sono “comodosi”. Si prende una navetta che porta alla base di una ripida scalinata (neanche troppo lunga), che sale sul monte (circa 2400 metri, ma si parte da sopra i 2000) fino a un tratto scavato nella roccia che porta al Dragon Gate (Long Men), un punto alto e panoramico sulla città e sul lago.
Lungo il percorso sono presenti tempietti scavati nella roccia con statue devozionali tra cui alcuni “guardiani” ed al termine un bassorilievo dorato di Kui Xing, il dio cinese degli esami. Il dio regge tipicamente un pennello da scrittura cinese con la mano alzata.
Al termine della visita ce ne torniamo sui nostri passi. La sera, ottima cena in un fast-food familiare (noodles di riso con carne) e, dopo una passeggiata serale nell’atmosfera giovanile e piacevole che circonda il lago verde, ce ne andiamo a dormire.
Domani andremo alla stazione degli autobus extraurbani per Shilin.






































