Yunnan, Gansu, Shanxi, Shaanxi, Pechino

Anno2025
Periodo30 Agosto – 26 Settembre
ViaggioItinerante in una sola “nazione”.
TrasportiSpostamenti in treno e voli interni, mezzi locali, autobus di linea
Stile/TappeItinerante Serrato, spostamenti ogni 2/3 giorni
PreparazioneAdattamento, Organizzazione, Adatto a viaggiatori con esperienza, Costi bassi
Budget2.700 € (escluso voli)

28 giorni, visita in 5 regioni della Cina 3 trasferimenti in aereo, spostamenti interni in treno, trasferimenti locali con mezzi pubblici/taxi.


Settembre 2025: un grande viaggio per visitare alcuni dei siti Unesco della Cina e vedere le parti meno turistiche della nazione. Partiamo da Pechino, ci spostiamo subito nello Yunnan e ci immergiamo nelle città in stile tibetano, Shangri-la e le varie etnie (Tibetana, Naxi, Bai…), proseguiamo con la capitale Kunming e la “foresta di pietra”. Con un volo passiamo nel Gansu e percorriamo tutto il “corridoio Hexi” dell’antica via della seta, fino alle porte occidentali della muraglia cinese a Jiāyùguān, e fino al bordo del deserto Kumtagh. Un nuovo volo ci porta a iniziare il percorso classico: a partire da Xi-An, risaliamo lo Shaanxi per vedere la città antica di Pingyao, Datong e il tempio sospeso di Xuankong Si. Al termine arriviamo a Pechino per visitarla con calma e andare a vedere il lato orientale della Grande Muraglia.

Il viaggio in breve

  • 30/08/2025 Roma – Pechino volo Air China
  • 31/08/2025 Pechino: Riposo prima del nuovo volo
  • 01/09/2025 Pechino – Lijiang volo Air China
  • 01/09/2025 Lijiang: altitudine 2400 mt, visita
  • 02/09/2025 Lijiang: visita città
  • 03/09/2025 Lijiang – Shangri-Là altitudine 3100 mt, visita Monastero Songzanlin
  • 04/09/2025 Lijiang – Dali altitudine 2000 mt, visita three Pagodas
  • 05/09/2025 Dali: visita Xizhou Village
  • 05/09/2025 Dali – Kunming altitudine 1900 mt
  • 06/09/2025 Kunming: visita Yuántōng Temple
  • 07/09/2025 Kunming: visita Shilin stone forest
  • 08/09/2025 Kunming – Lanzhou Volo China Eastern
  • 08/09/2025 Lanzhou: altitudine 1500 mt, visita
  • 09/09/2025 Lanzhou – Zhangye altitudine circa 1400 mt
  • 09/09/2025 Zhangye: visita Danxia Raimbow mountains
  • 10/09/2025 Zhangye: visita città
  • 11/09/2025 Zhangye – Jiāyùguān altitudine 1400 mt, visita “Pass”
  • 12/09/2025 Jiāyùguān: visita Great Wall Xuanbi
  • 12/09/2025 Jiāyùguān – Dunhuang altitudine 1100 mt, visita
  • 13/09/2025 Dunhuang: visita Mogao Grottoes
  • 13/09/2025 Dunhuang: visita Kumtagh desert
  • 14/09/2025 Dunhuang – Xi An Volo China Eastern
  • 14/09/2025 Xi An: altitudine 400 mt
  • 15/09/2025 Xi An: visita
  • 16/09/2025 Xi An: visita Terracotta Warriors
  • 17/09/2025 Xi An – Pingyao altitudine 770 mt
  • 17/09/2025 Pingyao: visita Nine-Dragon Screen
  • 18/09/2025 Pingyao: visita città
  • 19/09/2025 Pingyao – Datong altitudine 1000 mt
  • 20/09/2025 Datong: visita Xuankong Si Temple
  • 21/09/2025 Datong: visita Yungang grottoes
  • 21/09/2025 Datong – Pechino Notturo
  • 22/09/2025 Pechino: Visita città Lama Temple
  • 23/09/2025 Pechino: Visita città proibita
  • 24/09/2025 Pechino: Muraglia di Mutianyu
  • 25/09/2025 Pechino: visita Summer Palace
  • 26/09/2025 Pechino – Roma Volo Air China

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Note e notizie

Le nostre impressioni

Prima impressione

La prima immagine della Cina è stata Pechino vista dall’aereo: una spianata punteggiata di isole di grattacieli nuovissimi e uniformi, foto istantanea di un plastico, o di una città appena costruita.

Uscendo dall’aeroporto, la sorpresa delle strade percorse da auto e scooter elettrici (antitesi del rumore e dell’inquinamento tanto raccontato) contribuiva a rafforzare l’impressione di modernità, smorzata solo dallo stridente contrasto degli eccentrici lampioni in stile lampadario. Il taxi pulitissimo e dotato come sperato di POS ci conduceva poi rapidamente all’hotel, percorrendo uno stradone anonimo se non fosse stato per le scritte in cinese sulle insegne e sui ponti, queste ultime in rosso e chiaramente autocelebrative.

L’hotel di catena internazionale non avrebbe riservato sorprese, tranne il robottino a guida autonoma addetto alle consegne dei delivery services (il primo che avremmo incontrato, e successivamente sperimentato) perfettamente orientato nei corridoi e nell’ascensore verso la sua destinazione.

La prima cena sarebbe invece stata il primo, vero contatto con la cultura di questo Paese-continente, sfatando ogni stereotipo culinario: nulla sul menu o nei piatti che somigliasse a quanto normalmente propinato dai ristoranti cinesi nostrani, bensì cibi perlopiù semplici, o “poveri” (e quindi buoni), di cui molti inaspettatamente piccanti.

La scoperta di un altro mondo

Da lì in poi avremmo iniziato a scoprire molto altro, in un’instancabile esplorazione che ci avrebbe fatto macinare chilometri via terra e via aria, a piedi, in pullman e in treno (tutti sempre moderni, puntuali e pulitissimi). Il tutto agevolato, se non addirittura reso possibile, dalla tecnologia oggi disponibile rispetto anche solo a pochi anni fa.

Primo tra tutti, il traduttore simultaneo offline, preventivamente scaricato sullo smartphone, che ci avrebbe risolto più di una situazione e che qui viene molto utilizzato anche perché quasi nessuno parla inglese, neanche nei grandi alberghi e neppure nei siti Unesco.

A seguire, le app di pagamento (alipay e wechatpay) usate ovunque e da tutti, perfino dagli ambulanti e per importi anche infimi come modalità standard (il contante quasi non si vede).

Infine, gli strumenti di identificazione collegati praticamente a tutti gli accessi riservati (stazioni e treni, aeroporti e aerei, nonché le attrazioni). Questi dematerializzano i biglietti sostituendoli con i documenti, facilitando da un lato gli utenti, e dall’altro l’apparato di sicurezza che di fatto ottiene un controllo capillare della posizione di tutte le persone. Quest’ultimo, sommato alle informazioni sugli acquisti via app, fornisce una mappa completa di quando e cosa fa ciascuno. E se tutto ciò non bastasse, c’è anche il controllo bagagli ad ogni accesso, nonché le innumerevoli telecamere a riconoscimento facciale, a garantire il massimo della sicurezza ovunque.

Inutile dire che i controlli continui spesso generano code interminabili, ma i Cinesi sono molto pazienti e le accettano come parte del normale vivere quotidiano.

Mobilità e ristorazione a prezzo politico

La mobilità è agevolata da prezzi molto bassi (in media, l’equivalente di 50 centesimi di euro per la metro, 25 cents per l’autobus, 3 euro e mezzo per un tragitto medio di taxi), dall’uniformità del sistema delle metropolitane (stesse ticket machines in tutte le città) e da un sistema alternativo ai taxi (Didi) che consente di prenotare una corsa a prezzo preconcordato.

Anche il cibo ha prezzi molto convenienti: viaggiando in autonomia, la spesa media per il pasto di 2 persone al ristorante si è aggirata intorno ai 7 euro. C’è da dire che a tavola non si usa ordinare da bere, ma viene sempre servita una caraffa di tè verde. Il tè è molto usato come bevanda da portarsi dietro durante il giorno (moltissime persone girano con un thermos pieno di foglioline e dotato di filtro) ma non fa parte della normale colazione: questa somiglia al pranzo e consiste in una scelta tra riso, noodles in brodo, mais al vapore, wurstel, verdure, funghi, uova sode, a volte frutta (tra cui per loro rientrano i pomodori), a volte un piccolo panino fritto semidolce. Il caffè a colazione è raro (ma nelle vie fioriscono caffetterie) e il latte è occasionale (talvolta di soia, ma ormai sempre più spesso di mucca, per contaminazione globale). C’è però sempre l’opzione dell’acqua calda da aggiungere al proprio thermos (disponibile perfino nelle stazioni dei treni). Altra abitudine che supponiamo recente è la diffusione di negozi di caramelle “locali” di cui i Cinesi sembrano ghiotti; perfino sui treni, al pari degli aerei, c’è un invito all’acquisto di buste e scatole di dolciumi di cui fare incetta. È un po’ come se gli adulti sentissero la necessità di coccole infantili, forse mancate.

Le radici da recuperare

Il sospetto sorge anche per altre piccole debolezze a cui indulgono: dai pupazzetti appesi alle borse fino alle più appariscenti e onerose sfilate in abiti tradizionali, una pratica amatissima osservata in tutte le città visitate, dove veri e propri studi offrono servizi di noleggio, acconciatura e foto itineranti nei punti più suggestivi. Gli abiti variano in base al luogo e sono particolarmente apprezzati dalle donne, tra le quali solo le anziane indossano capi visibilmente autentici e bellissimi.

Il desiderio di ostentare le radici e la storia dei luoghi sembra nascere anche dalla sua passata negazione: la rivoluzione culturale (mai rinnegata) ne ha di fatto cancellato molte tracce, e ora che le si vuole recuperare si è disposti a ricorrere anche alla finzione. Ne è la dimostrazione la ricostruzione di sana pianta di interi “quartieri storici”, riconoscibili dalla perfezione dei dettagli degli edifici in stile antico, di cui si ha conferma dalle targhe apposte con relativa data. Tali quartieri, siano essi originali o meno, sono il volàno per un’economia del turismo (per la maggior parte interno). Alla stessa stregua, e per assecondare il desiderio di “gioco”, i siti più importanti sono purtroppo spesso allestiti a mo’ di luna park.

La crescita inarrestabile e la società in evoluzione

Il turismo interno è oggi possibile grazie alla crescita del ceto medio. Ogni mattina a Pechino, migliaia di giovani impiegati affollano le metropolitane per recarsi agli uffici delle proprie aziende, nei grattacieli periferici. La competizione è rimarcata dalla solitudine: ognuno va per proprio conto, perfino a mangiare, e l’alienazione è particolarmente evidente dagli sguardi ipnotizzati dal cellulare, fissato continuamente perfino salendo le scale o camminando, con un triste effetto zombie. Esattamente il contrario di quanto accade tra gli anziani, abituati invece ad operare collettivamente, che si radunano quotidianamente per fare ginnastica all’aperto.

Tutti sappiamo che il Drago sta emergendo come una delle massime potenze economiche, e ciò sembra scaturire da politiche di forte sostegno agli investimenti, parzialmente deregolamentate ma in realtà sempre controllate dall’alto. Un segno evidente è la grande bolla immobiliare: nella corsa alla crescita sono state costruite enormi quantità di edifici, molti dei quali rimasti vuoti; ora si spera sia stato messo un freno ma di sicuro nessuno ammetterà mai l’errore. Tutto infatti è volto alla massimizzazione dell’orgoglio patriottico, intaccato però in modo visibile a livello popolare da una moda esterofila che spesso cade involontariamente nel ridicolo, con scritte inglesi “sbagliate” su abiti e accessori (frasi senza senso, o errori ortografici visti perfino su insegne gigantesche non eludibili).

Lo sviluppo tecnologico è un fenomeno che, come prevedibile in certi casi, si è innestato prepotentemente su un tessuto sociale ancora arretrato. Così come molti anni fa ci sorprendevamo nel vedere le antenne paraboliche sui tetti delle bidonville africane, oggi il contrasto cinese ci appare ancora più marcato, con i carrettini dei venditori di granaglie nel bel mezzo degli stradoni urbani, gli onnipresenti campi di mais a coltivazione manuale, o con i modi di fare duri a morire (come starnutire, tossire o sputare sonoramente in pubblico – abitudine tuttora in uso, nonostante il recente dramma del covid).

A livello macroscopico, ovunque sorgono infrastrutture con relative centrali elettriche / eoliche / solari / nucleari, e sequenze infinite di tralicci della luce (impressionanti quelle viste nel deserto) che raggiungono le città per via aerea, con anacronistici fasci di cavi. La moderna domotica poi si insinua nelle toilettes degli alberghi medi, laddove le turche resistono ancora nei musei e negli aeroporti.

Di fatto comunque, in un Paese così popoloso, difficilmente ci è capitato di vedere persone in miseria o senzatetto: solo qualche mendicante a Pechino, ma pur sempre dotato di POS per le elemosine.

Suggerimenti di viaggio

Questo è un viaggio “complesso” che richiede molta organizzazione. La quantità di siti da visitare, il ritmo di viaggio e la difficoltà di comunicazione rendono tutto molto complesso fin dall’inizio.

L’impatto con le differenti modalità di gestione dei ticket, del denaro, delle comunicazioni è notevole e si sconta nei primi giorni. Il metodo migliore è “pianificare e provare” quanto possibile prima della partenza. A questo proposito di seguito qualche consiglio in ordine di importanza.

Suggerimento generale è quello di prepararsi un file con i nomi scritti in Cinese di tutti i luoghi di interesse, degli alberghi, delle stazioni, delle attrazioni che volete visitare, meglio se corredate di posizione GPS e inserite come “segnaposto” nel navigatore.

Comunicazioni

Smartphone: è la chiave di accesso a quasi tutti i servizi, è indispensabile, deve essere aggiornato come software e necessariamente con una SIM che possa collegarsi a Internet.

SIM: deve consentire la connessione a Internet in Cina. Per questo esistono varie VSIM (più o meno pubblicizzate) con una quantità di GIGA variabili spendibili in Cina.
Ci sono comunque alternative che a mio parere sono migliori. Per il mio telefono, che non accetta VSIM, ma ha la doppia SIM fisica, ho usato una SIM CMLINK, un operatore Cinese (China Mobile) che offre queste SIM per expat Cinesi in Italia. Si compra in Italia via sito web (in italiano), la SIM arriva a casa pochi giorni dopo l’acquisto, consente traffico praticamente illimitato in Italia e fino a 20GB di traffico dati e 80 minuti di chiamata in Cina. Essendo una numerazione italiana, in Cina lavora in Roaming, quindi evita il “Grande Firewall” che impedisce l’accesso a Google, Facebook e simili. Con 13 € ho avuto quantità più che sufficiente per un mese di gita, e China Mobile prende bene ovunque (dove siamo stati noi)!

VPN: dicono tutti che è indispensabile. Se avete una SIM Italiana/europea in roaming (vedi sopra), siete fuori dal Grande Firewall, quindi accedete a tutto e non serve. Il problema si pone con il WiFi.

WiFi: è onnipresente, l’hanno tutti: alberghi, ristoranti, negozi… Purtroppo non sempre è usabile (lentezza) e spesso non consente accesso ai servizi occidentali (Google, Facebook ecc.). Se avete la SIM con una quantità di Giga sufficiente, non lo userete mai.

APP

In generale richiedono una forma di iscrizione (mail) e riconoscimento (invio passaporto), quindi è consigliabile installarle e provarle PRIMA del viaggio!

Alipay: è una delle principali forme di pagamento in Cina. Si scarica l’APP, ci si iscrive (serve una mail) e si collega la propria carta di credito (italiana, basta dare il numero e autorizzare una transazione di prova), alla fine si stabilisce un PIN da inserire nell’app per autorizzare un pagamento.
Da questo momento potete pagare servizi e beni in tutta la Cina. È indispensabile, è sicuro (non portate in giro contanti), è immediato (avete sempre un report delle spese), è onnipresente (anche le offerte per le candeline nei templi sono pagabili con questo sistema). Non è gratuito (Alipay si prende una piccola percentuale per ogni pagamento superiore a 200 RMB) ma parliamo comunque di spiccioli.
L’app contiene anche un traduttore (fa vedere l’interfaccia in lingua inglese) e un accesso a dei servizi tra cui: DIDI (l’equivalente di UBER per la Cina) e il servizio di pagamento per il trasporto pubblico, di cui parlerò dopo nel capitolo Servizi e Prenotazioni),

WeChat: seconda principale forma di pagamento… e molto altro. Si scarica l’APP e si fa la stessa procedura che usa Alipay per abilitare i pagamenti, stesse caratteristiche e validità.
Oltre a questo WeChat è anche un social (in Cina si usa al posto di Whatsapp), e una piattaforma di miniapp per servizi (di questo, cosa importante, ne parlo dopo nel capitolo Servizi e Prenotazioni)

12306: è l’app delle ferrovie cinesi. Permette: ricerca di treni, percorsi, prenotazioni e acquisto/rimborso di biglietti. In real-time indica quanti posti sono disponibili per ogni viaggio e il relativo prezzo. È facile da usare: i nomi delle stazioni sono scritti in caratteri latini.
È l’unica “ufficiale” che può emettere biglietti, altri siti o agenzie passano sempre da qui. Può essere usata per se stessi e per i passeggeri registrati.
Quando si installa chiede se la vuoi in lingua inglese o cinese (e non si può tornare indietro).
Si possono sempre cercare treni, ma le prenotazioni sono effettuabili solo 14 giorni prima.
Per i treni molto “frequentati” o “rari”, i posti finiscono rapidamente, quindi occorre prenotarli al più presto, appena diventano disponibili per la prenotazione. Mi è successo solo per una tratta, dove era disponibile un solo treno (veloce) al giorno, di dover fare i tentativi di prenotazione alla mezzanotte del giorno in cui diventavano prenotabili (e ci sono riuscito)
Per pagare potete usare WeChat o Alipay!

Trip: è l’app cinese (internazionale) per le prenotazioni di alberghi, viaggi, treni, eventi, attrazioni. Facile da usare come tutti i siti di viaggio, è fornitissima ed è usata da alcune delle attrazioni cinesi come punto vendita esclusivo dei biglietti; in questi casi non è applicata nessuna maggiorazione sul costo. Troverete, infatti, che alcuni siti che hanno anche un web internazionale, non vendono biglietti all’estero, o richiedono un numero di telefono cinese per inviare il biglietto. In questi casi Trip è indispensabile.
Per pagare potete usare WeChat o Alipay o qualsiasi carta di credito occidentale.

Maps.me/OSM: se vi muovete in autonomia, vi serve una mappa che permetta di usare i nomi occidentali delle località. Io mi sono trovato bene con OSM prima e Maps.me poi, sono usabili off-line (basta caricare le mappe prima) e hanno anche indicazioni (per alcune città) sui trasporti pubblici urbani.
Non fate affidamento su GoogleMap, in generale il GPS è sfasato rispetto alle mappe satellitari, inoltre non ci sono le indicazioni sul trasporto pubblico.

Traduttore (Google): ci ha salvato in situazioni critiche. In particolare l’uso di “Google lens”: basta inquadrare una scritta e si traduce automaticamente sull’immagine (ottima per le fermate degli autobus o i menu dei ristorantini). Per il resto un traduttore serve per comunicare, anche se rudimentalmente, con i locali.

Servizi e Prenotazioni

Con lo smartphone è possibile richiedere (prenotare e pagare servizi) praticamente di qualsiasi genere. Questo tipo di operazione richiede una certa manualità e preparazione.

Si possono usare le App specifiche del servizio, oppure utilizzare WeChat per scansionare un QRcode che dà accesso alla “Miniapp” (una specie di “sottoapp” dentro WeChat) del servizio.
Tramite queste miniapp potete: richiedere un taxi, pagare il biglietto dell’autobus urbano (differente da città a città), prenotare e pagare il biglietto per gli autobus turistici o extraurbani, acquistare biglietti per le attrazioni (templi, città proibita,…), ordinare e pagare il pranzo al ristorante (si ordina, si paga e poi si mangia), ordinare e ricevere con il delivery a domicilio pasti,… Praticamente tutto.
Problematiche: le miniapp sono in Cinese, il traduttore automatico di WeChat aiuta a leggere, ma le indicazioni (per esempio la destinazione del taxi) dovete scriverle in Cinese; spesso la Miniapp richiede una forma di iscrizione e quindi di autorizzazione, scritta in Cinese (o vi fidate o no); se non partite da un QRcode, la miniapp la dovreste cercare per nome (in Cinese) tra le migliaia connesse a WeChat.

Carte di Credito

Non le ho mai usate direttamente, i pagamenti sono fatti con WeChat o Alipay a cui è collegata la carta di credito. Per sicurezza ho usato due differenti carte di credito, una prepagata (normale Postepay) e una carta di credito Visa.

Nota particolare sulla Postepay. Ha funzionato egregiamente (collegata a WeChat) per 25 giorni, acquistando dai biglietti per le attrazioni ai biglietti per la metro, poi, l’ultimo giorno, mi è stata bloccata dall’”antifrode”. Sbloccata, ogni volta è stata ri-bloccata alla successiva operazione per 4 volte fino a renderla inutilizzabile. Cosa fastidiosissima, specie se ti trovi a Pechino, e inconcepibile, poiché la transazione “compromettente” riguardava l’acquisto di biglietti della metro (fatta altre decine di volte) e l’importo era intorno a venti centesimi di Euro.
Fortunatamente avevo, appunto, due carte di credito ed era il penultimo giorno di vacanza.
Interpellata riportando i fatti, Poste Italiane mi ha ufficialmente risposto che: ‘nel caso in cui lo ritenga necessario, la scrivente  (Poste) valuta e applica il blocco preventivo e temporaneo della carta ritenuta “a rischio di compromissione”’.
Fermo restando che l’intento è giusto, chiaramente Poste non è in grado di implementarlo correttamente, quindi mi sento di sconsigliare l’uso della Postepay.