La foresta di pietra o Shilin è un importante raggruppamento di formazioni calcaree situate nella contea autonoma Yi di Shilin, a circa 120 km da Kunming. Le rocce alte sembrano uscire dalla terra come delle stalagmiti, con molte che sembrano alberi pietrificati, creando così l’illusione di una foresta di pietra. Dal 2007 sono state proclamate patrimonio dell’umanità dall’UNESCO come parte del paesaggio carsico della Cina meridionale. Si crede che queste formazioni, causate dall’erosione del calcare, abbiano 270 milioni di anni.

Il 7 settembre partiamo da Kunming e arriviamo a Shilin dopo circa due ore di viaggio su comodo autobus extraurbano, inclusivo di coincidenza con un bus più piccolo che porta direttamente al sito.

Come al solito è tutto organizzatissimo, ma non ci sono indicazioni in inglese. Per trovare la biglietteria dobbiamo fare parecchia strada a piedi passando per la “zona commerciale”, oltre la quale troviamo le navette elettriche per raggiungere l’ingresso del sito, da cui partono altre navette per i punti scenici principali.

Già all’ingresso appaiono i primi picchi rocciosi, sul bordo di un lago di fiori di loto.

La seconda navetta che prendiamo fa un giro ad anello: quando si ferma a metà percorso scendiamo per inoltrarci a piedi verso i percorsi interni.

A quanto pare siamo gli unici a farlo, nonostante il sentiero sia comodamente pavimentato e con tratti a gradini sempre accessibili, più o meno lunghi o ripidi.

Il paesaggio diventa via via sempre più aspro e bello; incontriamo pochissime persone (tra cui due italiani, a dimostrare che i cinesi non si avventurano).

Percorriamo canyon, lunghe scarpate e passaggi stretti, con bivi non sempre chiari, una sorta di labirinto magico.

Ci sono comunque telecamere e punti SOS oltre che cartelli rassicuranti.

Alla fine sbuchiamo nuovamente nella parte “esterna”, quella dove passano tutti, dove troviamo anche una piccola area si ristoro, e ci fermiamo a mangiare qualche snack. Lì accanto c’è uno slargo nelle rocce, una sorta di “piazza”, dove si esibiscono suonatori di “chitarre-tamburo” e danzatrici, tutti in abito tradizionale. Purtroppo alcuni cinesi molesti si mettono in mezzo per selfie e foto, disturbando sia chi si esibisce che il resto del pubblico.

Riprendiamo poi ad inoltrarci per i percorsi “interni”, fino ad un punto panoramico, con un colpo d’occhio notevole sia dal basso che dall’alto.

Ci riavviamo infine verso l’uscita, giusto in tempo per evitare la pioggia, che ci sfiora appena. Torniamo al capolinea dei bus, cerchiamo e troviamo la biglietteria (non indicata) e facciamo un rientro tranquillo.

All’hotel doccia rapida e cena gustosa, piccola passeggiata intorno al lago verde prima di rientrare e preparare i bagagli.

Oggi infatti finisce il nostro giro dello Yunnan, regione bellissima e piena di soprese. Domani cambieremo zona per dirigerci in volo a Langzou, nel Guansu.

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