
1 Settembre. La navetta dall’aeroporto passa su strade perfette che sembrano tutte nuove. Entriamo in una vallata verdissima, tra monti altrettanto verdi. Le coltivazioni a valle interrompono i boschi sui crinali. In lontananza si vede il massiccio del Jade Dragon Snow Mountain, che supera i 5.500 metri di altezza.
La porta sud della città vecchia di Lijiang è proprio accanto al nostro albergo (esso stesso funge di fatto da “porta”). Ci sono dei tornelli per il passaggio, ma nessuno li usa e sembrano dismessi.
La città vecchia è pedonale e tranquillissima: un susseguirsi di case tipiche in legno si affacciano sulla strada acciottolata rifinitissima (sembra tutto rinnovato) e sul bordo fiume. La maggior parte delle case annette delle botteghe, ormai tutte rivolte a turisti. Negozi di tè, profumi, souvenirs, erbe e radici (della medicina tradizionale). Le pasticcerie offrono i tipici biscotti ripieni di fiori, che assaggiamo immediatamente: sono buoni!
Il turismo è cinese. Siamo praticamente gli unici occidentali, ma non sembra che ciò stupisca (forse in alta stagione se ne vedono di più).
Molte donne vestono abiti tradizionali molto appariscenti; siamo nel territorio dell’etnia Naxi. Ci accorgiamo che molti negozi affittano gli abiti insieme a un servizio fotografico con tanto di acconciatura e accessori, per donne, uomini e bambini: a quanto pare le persone amano farsi fotografare nella città vecchia in abiti tradizionali.
Gironzoliamo fino alla sera; scopriamo i primi “lavabi stradali” (superlusso), retaggio del Covid, dove dei video illustrano nel dettaglio il modo corretto di lavarsi le mani. Alla fine ci rifocilliamo in un ottimo ristorante con vari piatti tipici. La sera la città si illumina e il paesaggio diventa davvero suggestivo
Il giorno successivo, 2 settembre, visitiamo alcuni luoghi rappresentativi.
Partiamo dal Mu Palace, complesso (ricostruito) che fu la dimora del clan Mu, governanti locali per secoli, centro politico e culturale nella città antica. Combina stili architettonici Ming e Naxi, offrendo uno spaccato della ricca storia e cultura locale.
Gran parte della struttura originale è stata distrutta nel terremoto del 1996. La ricostruzione è molto appariscente (colori e strutture), seppur priva di materiali preziosi, ed è patrimonio mondiale dell’UNESCO. Il palazzo è composto da molti edifici, immersi in un parco sul versante di una collina che domina la città. Proseguiamo la visita inerpicandoci su un sentiero panoramico attraverso il bosco, con una bella veduta dei tetti della città vecchia.
Riscendiamo sul lato opposto della città inoltrandoci nuovamente nei vicoli e scopriamo che è enorme.
Il pomeriggio visitiamo le zone più a nord della città vecchia. Man mano che ci si avvicina al “centro” (la zona della piazza del mercato) si trovano negozi di “street food” con varie specialità: dalla frutta (tanta e bellissima) ai funghi (una caratteristica della regione) agli insetti (larve, cavallette, scorpioni…).
Il pomeriggio prendiamo un autobus locale (2 yuan, circa 25centesimi) e attraversiamo il traffico della città nuova per arrivare al Lago del Drago Nero, un luogo pittoresco nel Parco della Sorgente di Giada (Yu Quan Gong Yuan), situato ai piedi della Collina dell’Elefante. Il parco fu costruito nel 1737 durante la dinastia Qing e offre una vista sulla montagna innevata del Drago di Giada , attraverso il suo ponte di marmo bianco.
Uscendo decidiamo di tornare a piedi per vedere anche la città nuova. Attraversando le grandi vie incontriamo una piazza con la statua di Mao (la prima di tante che troveremo).
La sera facciamo di nuovo un giro per le frequentatissime strade acciottolate della città vecchia. Tutte le locande e i negozi sono illuminati e aperti fino a tardi.
Domani faremo una gita in treno a Shangri-la.
Il 4 settembre, ultimo giorno a Lijiang, abbiamo ancora tempo per goderci qualche ultimo scorcio della città vecchia. Ci inoltriamo per i vicoli con i negozi ancora chiusi, fino alla porta Nord dove troneggiano enormi antiche “ruote a acqua” (anche se sembrano rifatte recentemente).
Ci trasferiamo infine alla stazione per prendere il treno per Dali.










































