
Il 22 aprile, alle 4 di mattina, giungiamo a Samarkand, dopo un volo quasi insonne per la presenza di rumorosi gruppi vacanze tedeschi. Il controllo passaporti è molto rigoroso con i locali, ma noi passiamo facilmente. Usciamo dall’aeroporto (bellissima struttura a “libro aperto”) e dopo aver contrattato con un taxi andiamo in albergo percorrendo enormi strade vuote.
Troviamo l’albergo ancora chiuso (è notte) ma dopo aver suonato un inserviente ci apre e, impietosito, ci fa accomodare sui divanetti della sala colazione in attesa che arrivi il gestore. Alle 8 finalmente ci consegnano le chiavi della stanza: posiamo tutto e crolliamo addormentati.
Dopo un riposino di due ore, aiutati dall’adrenalina, ci scuotiamo e usciamo per andare subito al Registan, luogo principale e iconico di Samarcanda. Si tratta di una piazza enorme dove si affacciano tre grandi madrase, visibile dall’esterno ma accessibile solo a pagamento.
E’ a brevissima distanza dall’albergo, quindi lo raggiungiamo a piedi. C’è già molta gente, principalmente turisti locali. Gli edifici sono notevoli, con architetture arabo/persiane a mattonelline blu.
Prima di entrare, passiamo a un ATM per recuperare qualche contante. Il cambio è smisurato (1€ è circa 14.000 SUM) e con un piccolo prelievo ci troviamo con un sacco di banconote. (Gli ATM spesso non hanno abbastanza contante per un prelievo equivalente a 100€, quindi bisogna cercarne più di uno.)
Nel Registan ogni madrasa è differente: le due laterali hanno il tipico cortile dove affacciano le celle, ora perlopiù occupato da negozietti di souvenir, mentre quella centrale, che fungeva anche da moschea, è ornata internamente con un tripudio di decorazioni oro e blu.
Dopo un pranzo leggero e un attimo di riposo in albergo, riprendiamo la visita della città. Ci dirigiamo verso il mausoleo di Tamerlano, percorrendo grandi strade sul bordo del “quartiere russo”. Incrociamo un’enorme statua di Tamerlano, al centro di una piazza adiacente il parco con al centro il mausoleo.
La struttura è in stile moghul; internamente è molto suggestiva: decorata in oro e blu, con lastre di pietra finemente lavorate, racchiude la tomba di Tamerlano (in giada verde scuro) circondata da quelle dei suoi familiari (in marmo bianco), tuttora onorate.
Torniamo verso l’albergo e ci godiamo il tramonto sul Registan illuminato per la notte.
Il giorno dopo, il 23, è domenica, fa caldo, e sembra che tutti gli abitanti di Samarcanda siano in strada a divertirsi: gruppi di giovani, famiglie, scolaresche.
Ci dirigiamo verso l’imponente moschea di Bibi Khanym, moglie di Tamerlano. E’ stata “rifatta” pesantemente, dopo il crollo dovuto a un terremoto. Si notano facilmente le parti ricostruite. Notevole il “porta-corano” in pietra nel cortile.
Di fronte alla moschea c’è il mausoleo di Bibi Khanym, poco visitato perché sovrastato dall’imponenza della moschea, ma degno di nota visto che ospita la sua tomba.
Bellissimo e fornitissimo il mercato adiacente la moschea, con il tipico pane lavorato, spezie, frutta secca, dolci e altro. Superato il mercato, un viale pedonale porta al mausoleo di Karimov, un presidente che viene venerato.
Poco distante andiamo a vedere Shah-i-Zinda, un complesso monumentale che comprende dei mausolei e altri edifici rituali dei secoli IX-XIV e XIX. Il nome Shah-i-Zinda significa “Il re vivente” e ospita i mausolei dei famigliari di Tamerlano e di altri dignitari. Un luogo che, anche se affollato di turisti locali, vale assolutamente la pena visitare. Un piccolo viale costeggiato da edifici a maioliche blu che internamente sono decorati con motivi tipici geometrici e floreali.
Il pomeriggio si conclude con la tentata visita alla “fortezza”, un luogo di scavi dove alcune rovine irriconoscibili sono mischiate a buche e avvallamenti, accanto a un piccolo museo poco fruibile, con qualche pezzo interessante (ma perlomeno ci permette di ripararci dal sole cocente).
Il giorno successivo lo usiamo per vagare tra i luoghi non propriamente centrali. Andiamo all’osservatorio di Ulug Beg (nipote di Tamerlano), una struttura sotterranea che insieme alla parte esterna (scomparsa) creava un sestante enorme. Il vicino museo è affollato di scolaresche e poco illuminato. All’esterno una statua di Ulug Beg è lo sfondo per foto turistiche.
Concludiamo la giornata visitando il quartiere russo con i suoi graziosi edifici d’epoca: un altro tassello che completa la storia della città.


































